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Angolo dell’educatore: i bambini giocano… alla guerra

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Di qualunque credo politico e religioso siamo, ci troviamo di fronte a un fenomeno che non possiamo ignorare e che avrà effetti anche nei prossimi anni.

Queste migrazioni in massa hanno cause varie ma l’effetto è uno solo:
le persone che arrivano sono sole, spaventate, affamate, hanno vissuto il terrore e sono piene di aspettative.

I bambini in particolare pagano le conseguenze di un “gioco” in cui si trovano protagonisti loro malgrado.
Perché per loro la guerra è un gioco solo perché gli adulti fanno la guerra da sempre.
E se provassimo a fare la pace? Cambierebbero anche i loro giochi?

Oggi la nostra rubrica riflette su questa situazione e propone una poesia di Bertold Brecht e una galleria di immagini  “War Toys” dove il fotografo Brian McCarty racconta per immagini la guerra vista con gli occhi dei bambini.

BAMBINI GIOCANO

I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

War Toys

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