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Angolo dell’educatore: la vera forza sta nella tenerezza

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Adriano Sella, per chi non lo conosce un uomo e un religioso impegnato nella Commissione Nuovi Stili di Vita di Padova, ha inviato in questi giorni una mail che porta un messaggio potente:
la tenerezza è la vera maturità umana.

In questi giorni in cui assistiamo e partecipiamo a discussioni sull’accoglienza: di persone migranti, di un nuovo concetto di famiglia, di chi prova, sente e vive la relazione affettiva in modi non considerati “canonici”… ci chiediamo quale sia la chiave per affrontare questa situazione.

Riportiamo in questo angolo dell’educatore alcuni stralici della lunga mail di Adriano Sella, che a nostro avviso contengono spunti interessanti, sia per chi crede, sia per chi non crede.

“…Come ci ricorda Jean Vanier, nel suo ultimo libro Chi risponde al grido?, è la tenerezza il contrario della violenza. Il fondatore della comunità Arca, facendo un elogio della tenerezza, riporta nel suo libro la testimonianza di uno psichiatra, con cui ha lavorato insieme: “Non era credente, ma era profondamente umano. Un giorno sono andato a trovarlo e gli ho chiesto: “Secondo te, che cos’è la maturità umana?. E lui mi ha risposto: “è la tenerezza”. Perché la tenerezza è l’opposto della violenza. É un atteggiamento del corpo: degli occhi delle mani, del tono di voce (…). Consiste nel riconoscere che l’altro è bello e nel rivelarglielo. Ma con il nostro corpo, attraverso la nostra maniera di ascoltarlo, le parole che gli rivolgiamo“.

…Questa tenerezza deve manifestarsi nel quotidiano mediante scelte e atteggiamenti di affetto, di prossimità e di vicinanza, come sottolinea il teologo Josè Frazao Correia nel suo libro La fede vive di tenerezza, dove presenta la teologia del quotidiano perché tutti questi gesti di tenerezza e di affetto possono essere profondamente spirituali se esprimono un legame con gli altri.

…Voglio viverla [la tenerezza] anche affrontando derisione, pregiudizio, incomprensione ed emarginazione. Non posso vivere senza la tenerezza perché è anche nel mio cuore, come creatura di Dio, per poter creare legami esistenziali ed essenziali verso tutte le altre creature e verso Dio Padre e Madre.”

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