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Angolo dell’educatore: maternità surrogata, il dibattito è aperto

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Che si tratti di dono o di sfruttamento la questione viene stabilita per contratto. Da oggi dunque la vita è un bene disponibile?
“In nome della libertà noi oggi consentiamo qualunque mercificazione. La vita umana non si compra. È un bene indisponibile. Qualunque forma di contratto associata alla maternità è abominevole. Sono disposta a discutere con toni pacati di tutto, ma con molta fermezza sui valori. Vedo uno scivolamento retorico sui diritti come se la parola diritto abbia perso il suo valore. Dietro la parola diritto oggi ci sono cose, beni. Diritto invece è dignità umana, non merce. Poi certo il desiderio di maternità e paternità è bello. Ma la genitorialità non è un diritto e non si può perseguire a tutti i costi. Io sono d’accordo che le coppie gay possano adottare. Tenendo ben presente che l’adozione è una cosa difficile. Che non è detto che vada a buon fine. E che quando capitano questi casi ci sono altri drammi e altre tragedie. Ma questa è un’altra faccenda…”

Chi risponde alla domanda è Livia Turco, più volte ministro, della Salute e del Welfare, nei governi Prodi e D’Alema, oggi è presidente della Fondazione “Nilde Iotti: le donne, la cultura, la società”.

L’intervista a Livia Turco sul settimanale Vita tocca vari aspetti legati al tema della maternità surrogata, altrimenti definito utero in affitto o “gestazione per altri”, tema che torna ad essere in questi giorni di  grande attualità.

Noi ci occupiamo di infanzia e questo argomento investe anche il nostro lavoro e accende dibattiti che prendono in causa la coscienza, la dignità umana e l’etica personale.
Il dibattito è aperto, seguitelo su Facebook

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