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Angolo dell’educatore: una comunità che educa

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Abbiamo iniziato questa settimana con un proverbio africano “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”, e crediamo davvero che per educare i nostri bambini e per educare noi stessi sia necessaria una comunità.

In occasione del nostro decimo anniversario abbiamo condotto una ricerca, sfociata in un convegno, che trattava il tema della comunità educante.

Per la nostra rubrica l’Angolo dell’educatore riportiamo qui alcune frasi di un editoriale di Pierpaolo Triani, sul numero 4 di Cittadini in Crescita, anno 2010:
“Una comunità che intende creare sinergie, per promuovere sempre meglio la crescita dei bambini e dei ragazzi, ha bisogno di tenere vivo e alimentare lo spirito di collaborazione.
Occorre, a questo proposito, operare in due direzioni, strettamente connesse. Si tratta da una parte di coltivare una cultura (ossia un modo di pensare) e dall’altra una prassi (ossia un modo di agire). La promozione di una cultura collaborativa chiede innanzitutto a una comunità di non dare per scontata la collaborazione stessa. A volte si dà per certo che gli uomini siano naturalmente predisposti a lavorare insieme, che basti affermare l’importanza dell’interdipendenza perché tutti si diano da fare.
I fatti purtroppo ci dicono qualcosa di diverso.
Collaborare costa fatica perché, come osservava Mounier, nonostante gli uomini siano strutturalmente disposti alla comunicazione, «c’è qualcosa dentro di noi che resiste intimamente allo sforzo di reciprocità» e «quando abbiamo costituito un’alleanza di reciprocità, famiglia, patria, istituzioni religiose, ecc., questa alimenta ben presto un nuovo egocentrismo e innalza così un nuovo ostacolo tra uomo e uomo».
Collaborare richiede risorse e disposizione a mettersi in gioco, richiede la scelta.
Non si collabora solo perché a volte è bello, ma perché si crede sia decisivo per la qualità della vita sociale”

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